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paradisi a premariacco1

Percorso anno scolastico 2008-2009
Il progetto “PARADISI A PREMARIACCO” nasce con lo scopo di far conoscere e rendere consapevoli gli alunni degli elementi costitutivi del paesaggio costruito e naturale di Premariacco e della storia che lo sottende.
Il percorso effettuato nell’anno scolastico 2008-2009 dalle classi terze ha condotto all’esplorazione del territorio lungo un tracciato che fa da contorno al fiume Natisone.
L’attività svolta ha permesso agli alunni stessi di conoscere e osservare con occhio diverso un ambiente apparentemente scontato, ma ricco di storia e di natura.
(http://didapodcast.it/ragazzidelfiume/2009/06/04/radio-rdf-paradisi-a-
premariacco/)
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prima tappa
Chiesa parrocchiale di San Silvestro.La chiesa parrocchiale di Premariacco dedicata a San Silvestro Papa è un esempio di architettura contemporanea in stile neogotico, costruita tra il 1904 e il 1914.
L’edificio è decorato con archi a sesto acuto ed è affiancato da uno svettante campanile, realizzato dall’architetto cividalese Pio Morandini. Nella costruzione sono state usate pietre artificiali e cemento. In Friuli il cemento è stato usato con largo anticipo (Malignani) rispetto ad altre zone d’Italia.
Di fronte alla chiesa il viale conduce al Municipio in stile neoclassico, edificio in cui ha sede anche la Scuola Secondaria.
A destra della chiesa un maestoso viale di ippocastani è preceduto da un cipresso e un’aiuola con bosso.
La pieve originaria è quella di S. Silvestro, la pieve di origine medievale è precedente alla parrocchia, rappresenta una delimitazione amministrativa e territoriale della Chiesa.


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seconda tappa
Antica chiesa di San Silvestro e casa della vicinia.
La Chiesa di S. Silvestro, antica Parrocchiale di impostazione romanica, sconsacrata all’inizio del Novecento con i recenti restauri ha restituito un intero ciclo di pregevoli affreschi realizzati da Gian Paolo Thanner, noto come Zuan Paolo Tonero, nel 1521. All’interno è possibile intravedere riquadri con lacerti di affreschi, mentre il restauro novecentesco ha consentito il ritrovamento sotto il pavimento delle fondazioni relative all’antica chiesa di epoca romanica.
Accanto alla chiesa si può ammirare la Casa della Confraternita dei Battuti (XIV secolo), detta anche Casa della Vicinia, perché qui si tenevano le riunioni dei capifamiglia convocate al suono della campana, per discutere i problemi della comunità sotto la guida del decano e di alcuni giurati. Il fabbricato, restaurato dopo il sisma del 1976, si compone di due parti di diversa altezza che si sviluppano all’interno di una pianta rettangolare con murature in pietra. Nel restauro è stata preservata la struttura in sasso con le pietre angolari a funzione antisismica. E’ possibile intravedere i sassi spezzati dopo essere stati inseriti: ciò compare solo in alcune zone del Friuli. La facciata è caratterizzata da una scala esterna in pietra, sorretta da barbacani lapidei, con scalini recuperati e altri nuovi in pietra piasentina, con venature ruggine
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terza tappa
Muri in sasso.
I muri in sasso disegnano il paesaggio storico dei borghi rurali friulani, un tempo delimitavano braide e orti. Questi muri dovrebbero essere vincolati e tutelati, quindi non dovrebbero essere né demoliti, né abbassati, né intonacati. Le braide sono i terreni recintati coltivati a ortaggi, frutta, viti. Un angolo di questo muro è stato costruito con pietre e mattoni, i resti dei mattoni servivano per allineare i sassi.
Esemplari di vegetazione ruderale spuntano lungo il muro: Parietaria diffusa, Asplenium trichomanes (felce da muro) e Cymbalaria muralis si accontentano delle poche risorse che una fessura può offrire.
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quarta tappa
Casa contadina.
La tappa successiva è una costruzione non troppo recente che incontriamo sulla sinistra.
La casa contadina ha un cortile ben conservato all’interno del quale si possono osservare un gelso e un noce, alberi molto diffusi nelle case contadine, in cui assumevano una funzione non solo estetica, soprattutto utilitaria. Il cortile è sempre connesso con l’orto coltivato per uso domestico.
Elementi del paesaggio rurale sono anche gli orti circondati spesso da fiori come rose, iris e calle. Nell’orto coesistono varie piante aromatiche: salvia, rosmarino, melissa, ruta, timo e lavanda. Un orto con verdure e fiori è tipico del paesaggio friulano, può essere considerato analogo all’”Hortus conclusus”, che nel Medioevo rappresentava un luogo recintato adibito prevalentemente alla coltivazione di piante medicinali, cui successivamente sono state aggiunte piante con fiori.
Sulla destra si snodano filari di vite, all’inizio dei quali sono collocati rosai con funzione utilitaristica: le rose prendono le malattie prima della vite, per cui, quando la rosa è ammalata, bisogna intervenire sulle viti.
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quinta tappa
Muraglia in pietra lungo Strada del Molino.
Incamminandoci sulla Strada del Molino, sulla sinistra troviamo i resti di una muraglia in pietra, sulla quale si possono osservare licheni (associazione simbiotica di un’alga e un fungo), ottimi bioindicatori, ossia la loro presenza ci indica che l’aria non è inquinata. Il muro, particolarmente lungo, presenta 4 allineamenti: ogni 60 – 70 cm si nota materiale più piccolo, a volte venivano usati i coppi sull’estremità per evitare infiltrazioni d’acqua.
Sulla sinistra resiste una casa padronale nobiliare, con intonaco esterno a marmorino, provvista di ammezzato, dove un tempo trovava posto la servitù (in alto era più pericoloso in caso di incendi).
oltre il muro troviamo cedri che, se non potati, crescono a dismisura diventando molto imponenti, perché sono piante da parco, non da giardino. il taglio viene fatto per evitare l’effetto vela e i danni conseguenti, in caso di maltempo. L’areale del cedro è il Nord-Africa, mentre è autoctono il gelso, presente lungo la via, all’interno di un terreno sulla destra, con un esemplare secolare: il tronco è molto ramificato, con quattro biforcazioni già alla base e i rami che toccano il terreno.
I gelsi fiancheggiano la strada che porta direttamente al Ponte Romano. Sono piante caratteristiche del paesaggio friulano, venivano usate perché riparano la strada dai raggi solari che possono infastidire le persone e i passanti o per segnare i confini di vari appezzamenti, venivano inoltre piazzati all’interno dei cortili. L’immagine raffigura la via che, come si può notare, è in ottime condizioni anche se i lati della strada sono ricoperti dal polline dei pioppi.
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sesta tappa
Set aside.
Sulla sinistra si estende una formazione boschiva piuttosto giovane, si riconoscono piante di robinia, frassino, acero, quercia, nocciolo, ma non è un bosco rurale. Il terreno probabilmente rientra nel progetto denominato “Set aside”: la UE finanzia i contadini e permette loro di non coltivare i terreni, dando in cambio del denaro. Il legno degli alberi verrà comunque poi utilizzato.


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settima tappa
Ponte Romano.
Il Ponte Romano è situato sopra la forra del Natisone ed è stato costruito su grandi rocce, inizialmente con del legno dai Romani e modificato in seguito nel tempo da altre popolazioni che sono venute a vivere in questo paese. La spiaggetta viene oggi utilizzata come un punto dove rilassarsi e prendere il sole.


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ottava tappa
Area verde attrezzata.
Quest’area è stata predisposta dal comune di Premariacco per invogliare gli abitanti ad apprezzare le bellezze del luogo. Si trova all’inizio di un percorso che introduce ad un sentiero inaugurato nel novembre 2007.
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nona tappa
ville con giardini in via parco
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nona tappa
Via Parco.
La via si snoda tra ville abbastanza recenti edificate all’interno di giardini con alberi decisamente più longevi delle costruzioni stesse. In origine doveva trattarsi di un unico parco piuttosto esteso, appartenente alla villa padronale di una famiglia Pontoni del luogo. L’edificio era situato in corrispondenza dell’attuale Banca Popolare di Cividale, davanti alla Cooperativa. La zona è stata lottizzata negli anni ’70 e la recinzione abbattuta. Del parco rimangono un residuo di muro visibile all’inizio di Via del Molino (all’esterno della casa contadina – quarta tappa) e una ricca vegetazione arborea tuttora presente all’interno dei giardini delle ville
Le specie arboree sono di varia provenienza. In corrispondenza della prima villa a sinistra si osservano querce rosse, esemplari di abete glauco (dalle foglie chiare), lecci (querce sempreverdi, un esemplare dimostra di avere almeno tre volte l’età della villa), cespugli di ginepri, palme, mentre sulla destra si intravede un cipresso di Lawson.
Proseguendo, di nuovo a sinistra un esempio di giardino all’inglese nelle cui composizioni si usava un numero dispari di alberi per creare forme più mosse: betulle, magnolie, liquidambar sullo sfondo di un maestoso cedro di Atlante.
A destra una Sophora giapponese pendula ricorda le foglie della robinia, è affiancata da una Magnolia grandiflora dalle grandi foglie carnose. A sinistra un grande bagolaro (albero spacca sassi) e numerosi alberi di Giuda: è raro trovarne così tanti e così vecchi tutti insieme nel Friuli-Venezia Giulia. Più avanti incontriamo esemplari di Auracaria, un faggio rosso, a destra delle sequoie e un pittosporo. In fondo alla via, a destra, c’è un cappelletta neogotica con cipressi ravvicinati.
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decima tappa
Passerella sul Natisone
La passerella è una costruzione realizzata nel 1950 circa. Lungo la strada che porta alla stessa sulla sinistra si estende un vasto paesaggio agricolo dove si possono osservare coltivazioni di mais. Fino a trenta, quaranta anni fa, i campi erano molto estesi, recintati da siepi, che avevano una funzione di frangivento e di confine. Con l’introduzione dei macchinari agricoli si arriva alla monocoltura, qui l’effetto è mitigato dal bosco che si estende sulle rive del fiume.

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undicesima tappa
SALITA VERSO FIRMANO
Dopo la passerella, lungo la salita verso Firmano si può osservare della vegetazione ripariale: vegetazione arborea, che comprende pioppo bianco (Populus), salice (Salix alba), robinia, una specie alloctona (Robinia pseudoacacia), farnia (Quercus robur), un castagno; ma anche arbusti, tra cui sambuco e nocciolo. L’erosione del fiume porta ad un progressivo abbassamento degli ambiti territoriali. Qui sono presenti sistemi di terrazzamento fatti dall’uomo per la coltivazione. A destra dell’uscita dalla passerella, invece, si trova un campo che a giugno si presenta particolarmente ricco di fiori.

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dodicesima tappa
Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa di San Giovanni Battista si trova a Firmano. Questa è una costruzione del XVII secolo, più precisamente è riportata la data del 1620 sull’architrave della porta laterale e del 1720 sulla porta principale. Ha un’aula rettangolare, un coro quadrato, una facciata liscia con un finestrone semicircolare al centro e una porta rettangolare con architrave in aggetto. Accostata al fianco destro dell’aula vi è una torre campanaria: una sezione quadrata, una cella con quattro bifore strette a pieno sesto e un tetto a basso padiglione. La sacrestia è a destra, costruita con una muratura in sassi e una copertura in coppi: all’interno vi è un armadio per la sacrestia del Daganutto di Cividale.
Attorno alla chiesetta sorgeva un’antica centa (palizzata in legno), anello murato, struttura fortificata, luogo di difesa tipico degli antichi insediamenti friulani.

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tredicesima tappa
Casa rurale.
Una costruzione rurale in Via Centa presenta un’ancona con affresco a tempera antica. Anche in questa costruzione sono presenti pietre angolari nel muro.
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quattordicesima tappa
Casa restaurata.
All’inizio del sentiero, scendendo verso il Natisone, si trova sulla destra un edificio restaurato con attenzione particolare alla conservazione dei muri in pietra, i sassi sono a vista, esempio di come si può restaurare senza intonacare. Lungo il viottolo dietro la casa si osservano elementi floristici come le ortensie, che vivono bene all’ombra.
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quindicesima tappa
Boschetto ripariale
Il boschetto con vegetazione ripariale (ossia che cresce vicino alle rive del fiume) annovera diversi esemplari di farnia, ornello, acero, carpino, robinia, e tra le specie erbacee presenta molte orchidee selvatiche che rappresentano specie protette, oltre a margherite, knautie, finocchio selvatico. Gelso, bagolaro, ligustro e pungitopo arricchiscono ulteriormente il paesaggio.
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sedicesima tappa
Paesaggio agricolo
Dalla fascia di vegetazione selvatica si passa alla fascia agricola coltivata, i salti di quota sono caratterizzati da terrazzamenti, che rappresentano lavori antropici: non è solo il lavoro che esegue il fiume, lo spianamento è frutto del lavoro dell’uomo. Dove ci sono distese di grano maturo d’estate fioriscono papaveri e fiordalisi.
Al di là del fiume si vede un mulino del 800-900.
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diciasettesima tappa
Complesso rustico a Firmano.
Il complesso rustico di Firmano ha un portico molto particolare, diverso da altre strutture.
Nel cortile ci sono degli alberi da frutto, precisamente un noce, un gelso secolare e un fico. La padrona di casa afferma che il gelso potrebbe avere circa trecento anni. Possiamo osservare che la casa è ad “L” ed una parte della residenza ha fabbricati rustici. Sotto il portico ci sono molti nidi di rondine da anni e, quando viene la giusta stagione, le rondini tornano per prolificare ogni anno; questi nidi non si trovano solamente sotto ai portici, ma anche dentro le stalle: in alcuni c’erano dei piccoli. Sotto ai nidi del portico sono poste delle ceste per evitare che gli escrementi delle rondini possano rovinare il pavimento costruito in pietra.
All’esterno dell’edificio c’è un’ancona con un crocifisso settecentesco.