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Paradisi a Premariacco 2

Il progetto già intrapreso nell'anno scolastico 2008-09 ha avuto una naturale prosecuzione durante il 2009-10. Con tale attività gli alunni hanno avuto l'opportunità di ampliare la conoscenza del territorio, del paesaggio e dei beni culturali del Comune di Premariacco. Oggetto di osservazione e ricerca sono stati muri, case in sasso, gelsi monumentali e in filari, vigne e orti.
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1^ Tappa
Muro in sasso
Una pregevole recinzione in sasso, datata 2004, circonda l'abitazione. E' stata eseguita interamente con prodotti naturali e nella struttura, rifinita con materiali nuovi, non si vede l'ombra di materiali chimici.
Sono stati utilizzati sassi recuperati dal fiume Natisone e dalla demolizione di vecchie case della zona. La stuccatura, ovvero il riempimento delle fughe, è stata eseguita con malta grigia. Il muro è stato completato con coppi di terracotta, come nei muri di una volta, il tutto nel rispetto dell'ambiente e in sintonia col paesaggio rurale.
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2^ Tappa
Edificio in sasso
L'edificio, ora abitazione, era un monastero costruito nel 1682 da Taviano Cozzo (come riporta un'epigrafe sulla facciata), successivamente un prete napoletano ne prese possesso, ma venne scomunicato perchè non andava mai a messa e girava con sole donne. In seguito l'edificio passò nelle mani di una signora che se ne prese cura.
Dopo la sua morte ci abitò la nonna dell'attuale proprietario e poi lui.
L'edificio presenta elementi decorativi come le cornici marcapiano, la ristrutturazione è stata eseguita con cura.Alla base dell'edificio si notano piccole fortificazioni in conci di pietra, mentre in alto spiccano finestre ovali, aperture di granai. Al centro della facciata si può ancora notare una Madonna con il Bambin Gesù, mentre in alto barbacani (mensole incastrate nel muro)sorreggono un terrazzino.
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3^ Tappa
Casa contadina
Si tratta di un complesso agricolo con un cortile interno, un gelso, un orto con ciliegio, pesco, pero, una pergola con viti e kiwi, e un pollaio. I gelsi si possono presentare in tre modi:
1.monumentali, ovvero gelsi molto vecchi, addirittura centenari
2.in filari, che costeggiano strade e che devono essere preservati
3.in gelseto, cioè piccoli boschetti usati per nutrire i bachi da seta.
L’orto della signora era meraviglioso fintanto che la proprietaria era in forze per curarlo, somigliava a un giardino con fiori e albero da frutto. Nel medioevo i Celti avevano questa tradizione riguardo gli orti: dovevano essere come giardini con specie medicinali e decorative. Sulla sinistra sono piantumati olivi, perché qui esiste un microclima adatto a loro. Dalla parte opposta si vede un piccolo vigneto con sassi tra le viti, probabilmente per il drenaggio dell’acqua. I vitigni locali rischiano di sparire.
Oggi i pali in cemento non si possono più usare per una questione di paesaggio, si usano quelli in legno trattati in autoclave, con sostanze impregnate che impediscono di marcire; è possibile però vedere ancora vecchi pali in castagno. Sulla dentra si intravede una palma che stona decisamente con l’ambiente circostante,mentre sullo sfondo a sinistra un cedro.
La strada prosegue con una "asfaltatura" tipica introdotta nell’800 per asfaltare le strade coloniali inglesi: strati di ghiaia con sopra sabbia fine vengono rullati per comprimere, così la strada è permeabile, lascia filtrare l’acqua.
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4^ Tappa
Vista della linea di confine delle case contadine
A sinistra si osserva un'estesa zona contadina, si tratta di monocoltura, fatto recente di 50 anni al massimo. In origine esisteva la rotazione delle coltivazioni, che erano circondate da siepi o boschetti. Per avere una maggior resa, i boschetti vengono eliminati e le proprietà vengono accorpate: ha origine la monocoltura e sparisce la forma di paesaggio premoderna. La monocoltura impoverisce il terreno e obbliga all’uso di concimi chimici.
A destra un boschetto, (forse set aside, che quindi non va tagliato per vent’anni), con ciliegi, aceri, carpini, frassini, ornielli: sembra un bosco planiziale, come quelli della bassa friulana. In fondo alla strada sulla destra si nota un bell’esemplare di gelso.
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5^Tappa
Strada bianca dalla provinciale ai ruderi di San Giusto.
Il paesaggio friulano era costituito da appezzamenti recintati da siepi che formavano delle specie di stanze. Si usavano i gelsi come elemento confinario.
Le chiese solitamente erano fuori dal centro abitato. Per raggiungere la vecchia chiesetta, ormai rudere ma oggetto di scavi archeologici, bisogna percorrere una strada bianca perpendicolare alla provinciale Premariacco-Orzano. Lungo queste strade si facevano le rogazioni, funzioni religiose cattoliche mescolate a riti pagani.
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6^ Tappa
Viale verso i ruderi di San Giusto.
I ruderi della Chiesetta dedicata a San Giusto si ergono su una collinetta, restano quattro mura, un'abside e tenui tracce di affreschi. Negli ultimi anni sono stati oggetto di ricognizioni archeologiche.
I gelsi che conducono ai resti della chiesa formano un viale. Essi costituiscono uno tra i beni più preziosi del paesaggio di Premariacco.
A differenza di altri muretti in sasso, quello che si può trovare lungo il percorso, sulla destra, è di contenimento e probabilmente fatto in pietra di conglomerato.
In Friuli è raro trovare territori agricolo-naturali ancora intatti, non edificati, tranne nella zona tra Cividale - San Giovanni – Manzano - Buttrio, che è da conservare e valorizzare.
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7^ Tappa
Viale di gelsi
In via Cristallo si può trovare una strada costeggiata da gelsi, un tempo molto diffusi perchè facevano ombra. Il consolidamento del terreno per drenare l'acqua verso la strada indica una particolare cura dell'ambiente
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8^ Tappa
La piccola braida
La braida è un grande appezzamento di terreno, tipico friulano, con frutteto, piccola vigna e orto circondato da un muro in sasso. Qui, oltre alle verdure coltivate, in autunno fioriscono crisantemi e in primavera peonie, calle, iris, tulipani ed erbe aromatiche: una ricchezza di colori e profumi tutto l'anno. Un sinonimo di braida è brolo.
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9^ Tappa
Edilizia a schiera rustica.
In fondo alla braida si nota un tipico esempio di edilizia a schiera rustica con portale carraio, dove una volta, passavano i carri. All’interno si trovava la corte rustica con annessi cortile, stalla, deposito per i molti attrezzi che usavano nell’agricoltura, fienile e granaio. Questa maniera di sviluppare l’edilizia è molto utile perché si utilizza poco spazio. I conci di pietra che troviamo nelle case di una volta lavorati così si trovano anche a Udine, spesso con simboli religiosi: qui troviamo una croce e la Madonna col Bambino e anche un’ancona (o edicola)incassata. L'affresco appare ottenuto con pigmenti naturali come il blu di lapislazzulo. Il portone ha decorazione ricca rispetto alle altre case del paese. E’ presente anche un “fogolar” che esce dalla casa, tipico della tradizione contadina.
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10^ tappa
Vecchia braida.
Dalla recinzione si può dedurre che la braida fosse molto estesa, ora all'interno è rimasta solo la vigna. In fondo si osserva la casa padronale con corte, annessi rustici e un gelso monumentale.
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11^ tappa
Strada di gelsi.
I gelsi qui non risultano capitozzati, hanno ancora un portamento naturale. Un tempo venivano tagliati bassi perchè bisognava prendere le foglie per nutrire i bachi.
Sullo sfondo si osservano le colline di Buttrio e la campagna a coltura estensiva.